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Il calore delle acque termali deriva dall’attività  degli antichi vulcani, come l'Amiata

Il calore delle acque termali deriva dall’attività degli antichi vulcani, come l'Amiata


pubblicato il07/03/2017 08:39:13 sezione "News"

La Toscana meridionale è una zona caratterizzata dalla presenza di alcuni vulcani attivi ormai estinti. Tra questi il Monte Amiata, che pur non più attivo (tanto che in vetta ci sono bellissime piste da sci!), ma non morto, a circa 5-11 km. di profondità continua a bollire. Proprio questa attività sotterranea è a responsabile di alcune delle più famose sorgenti di acqua termale presenti nel sud della Toscana (Chianciano Terme, San Filippo, Bagno Vignoni, Saturnia). Quando l’acqua che filtra dal terreno dopo le piogge arriva abbastanza in profondità, viene riscaldata a contatto con la roccia calda o con il magma, per poi fuoriuscire dalle crepe e dalle fessure della cresta terrestre, talvolta come un semplice zampillo, talvolta invece sgorgano anche a più di 500 litri al secondo. Questo meccanismo si può ammirare e studiare all’interno della sala mescita del Parco Acqua Santa, dove una preziosa installazione fa capire bene a grandi e bambini come funziona il meccanismo del ciclo delle acque. Ma questo non è tutto ciò che otteniamo dal Monte Amiata: quando, infatti, qualcosa viene riscaldato dall’energia naturale della terra, si parla di attività geotermica, che può essere utilizzata come fonte di energia rinnovabile Oggi gli sfiati di Bagnore vengono usati per la produzione di energia elettrica ma già Etruschi e Romani utilizzavano queste acque, per riscaldare le loro ville e piscine.




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